Granada
Granada sorge ai piedi della Sierra Nevada ed è stata l’ultima capitale musulmana della penisola iberica. Il regno nasride resistette fino al 1492, quando la città si arrese ai Re Cattolici, che scelsero di farsi seppellire proprio qui, nella Cappella Reale accanto alla cattedrale.
Da questa storia nasce il fascino di Granada: una città cristiana costruita su un tessuto arabo che si ritrova ancora nei vicoli, nelle sale da tè e nei bagni arabi.
Il monumento simbolo è l’Alhambra, la cittadella che comprende i Palazzi Nasridi, la fortezza dell’Alcazaba e i giardini del Generalife. Gli ingressi sono contingentati e per i Palazzi Nasridi il biglietto indica un orario preciso da rispettare: in primavera e in estate i posti si esauriscono settimane prima, quindi prenota appena hai le date.
Di fronte, sulla collina dell’Albaicín, il vecchio quartiere arabo patrimonio UNESCO, si sale al Mirador de San Nicolás per la vista sull’Alhambra al tramonto. Più in alto, nel Sacromonte, il flamenco si ascolta nelle case-grotta scavate nella roccia.
Granada si visita in due giorni pieni. L’aeroporto cittadino ha pochi voli internazionali e molti italiani atterrano a Malaga, a circa un’ora e mezza di strada. Le salite dell’Albaicín si affrontano a piedi o con i minibus urbani.
Il clima è continentale, con estati calde e inverni freddi: sulla Sierra Nevada, a meno di un’ora dalla città, si scia fino a primavera. Le stagioni migliori per la visita sono primavera e autunno.
A Granada con ogni bevanda ordinata al bar arriva una tapa offerta dalla casa, una tradizione che permette di cenare passando da un locale all’altro.
Tra i piatti tipici ci sono le habas con jamón, fave con prosciutto, e i piononos, dolcetti imbevuti di sciroppo nati nella vicina Santa Fe.