Minorca
Minorca è la più orientale delle Baleari e, dal 1993, un’intera isola riserva della biosfera UNESCO. Qui il turismo di massa non ha mai preso il sopravvento: le costruzioni sono basse, gran parte della costa è protetta e i ritmi sono lenti. È l’isola ideale per famiglie, coppie e per chi ama camminare.
Le spiagge sono il motivo principale del viaggio, e cambiano molto tra nord e sud. Al sud ci sono le calette di sabbia bianca e acqua turchese circondate dai pini, come Macarella, Macarelleta, Turqueta e Cala Mitjana. Il nord è più selvaggio, con rocce scure, sabbia rossastra e spiagge come Cala Pregonda e Cavalleria.
Un consiglio pratico: quando soffia la tramontana, il vento da nord, conviene scegliere le cale del sud, che restano riparate. Il Camí de Cavalls, un antico sentiero di ronda, fa il giro completo dell’isola lungo la costa per circa 185 km, diviso in tappe.
Le città principali sono due. Ciutadella, a ovest, è l’antica capitale, con la cattedrale gotica, i palazzi nobiliari e il porticciolo; a giugno ospita le feste di Sant Joan, con i cavalli che si impennano tra la folla. Mahón, a est, divenne capitale durante il dominio britannico del Settecento e si affaccia su uno dei porti naturali più grandi del Mediterraneo, da scoprire in barca. Dagli inglesi l’isola ha ereditato anche la produzione di gin. Minorca è poi disseminata di monumenti preistorici della cultura talaiotica, come la Naveta des Tudons, patrimonio UNESCO dal 2023.
L’aeroporto è a pochi km da Mahón, e tra le due città ci sono circa 45 km. L’auto è utile, ma d’estate i parcheggi delle cale più famose si riempiono presto: arriva di mattina o usa gli autobus. Giugno e settembre sono i mesi migliori. Da assaggiare la caldereta de langosta, la zuppa di aragosta tipica di Fornells, il formaggio di Mahón e la pomada, gin con limonata.